Pier Paolo Pasolini: il cinema in forma di poesia
Un omaggio al cinema di Pier Paolo Pasolini e ai fotografi di scena che attraverso le loro istantanee sono riusciti a catturare la poesia dei suoi film. La drammatica fisicità delle immagini filmiche pasoliniane, la corporalità “sacra” dei diseredati e dei reietti, la forza barbarica dello stile, la diversità poetica ed espressiva del suo cinema, si impongono infatti con evidenza nelle riproduzioni che documentano il suo itinerario di regista.
La mostra è disponibile per allestimenti in altre sedi.
Un omaggio al cinema di Pier Paolo Pasolini e ai fotografi di scena che attraverso le loro istantanee sono riusciti a catturare la poesia dei suoi film. La drammatica fisicità delle immagini filmiche pasoliniane, la corporalità “sacra” dei diseredati e dei reietti, la forza barbarica dello stile, la diversità poetica ed espressiva del suo cinema, si impongono infatti con evidenza nelle riproduzioni che documentano il suo itinerario di regista.
Da Accattone (1961) a Salò o le 120 giornate di Sodoma (1975), le fotografie di Angelo Pennoni, Angelo Frontoni, Angelo Novi, Mario Dondero, Divo Cavicchioli, Bruno Bruni, Gianni Barcelloni, Marilù Parolini, Mario Tursi, Mimmo Cattarinich e Deborah Beer hanno fissato in immagini affascinanti ed essenziali i corpi e i luoghi percorsi dallo sguardo di un poeta.