Libri d’artista: la donazione di Charles Johnstone
A partire da una donazione si può raccontare molto della vitalità di un patrimonio
Nelle scorse settimane l’artista Charles T. Johnstone ha visitato personalmente il Museo Nazionale del Cinema, nella sua sede presso la Mole Antonelliana, per consegnare alle nostre collezioni le ultime copie esclusive rimaste della sua più recente tiratura artistica, composta da circa cento esemplari.
Johnstone è una figura centrale nella fotografia sperimentale contemporanea e tra i pochi artisti ad aver portato avanti con coerenza una ricerca sul supporto Polaroid. Il suo lavoro non utilizza la pellicola istantanea come semplice strumento di ripresa, ma come materia viva. Ogni stampa è quindi un pezzo unico e irripetibile. Johnstone, attualmente residente a New York, ha esposto le sue opere anche a Los Angeles, Londra, Parigi, Berlino e Milano. Le sue fotografie fanno parte delle collezioni del Metropolitan Museum of Art (Met), del Museum of Modern Art (MoMA), del Museum of the City of New York, dell'International Center of Photography e della Maison Européenne de la Photographie di Parigi.
L’artista ha scelto di donare al Museo Nazionale del Cinema le ultime copie dei suoi lavori su cinque attrici degli anni Sessanta: Ciao Monica dedicato a Monica Vitti, Au Revoir Anna su Anna Karina, So Long Marianne consacrato a Marianne Faithfull, Sayonara Setsuko su Setsuko Hara e Red Shoes dedicato a Moira Schearer. Il Museo Nazionale del Cinema di Torino e il Met di New York sono attualmente le uniche istituzioni a custodire nelle rispettive collezioni la collana completa di tutti e cinque i volumi che la costituiscono. La tiratura donata al Museo rappresenta un nucleo particolarmente significativo della sua ricerca. Si tratta di opere che indagano il rapporto tra immagine fissa e immagine in movimento, collocandosi in quel territorio affascinante dove fotografia e cinema si incontrano e dialogano. La natura istantanea della Polaroid, il suo costituirsi in pochi secondi davanti agli occhi dell’osservatore, richiama la magia di un fotogramma sospeso, di una temporalità dilatata, una traccia di luce. La scelta dell’artista di consegnare personalmente le proprie opere al Museo Nazionale del Cinema testimonia il legame profondo con la storia delle immagini in movimento che essa conserva.
Le opere donate entrano a far parte del grande patrimonio custodito dalla Bibliomediateca del Museo Nazionale del Cinema e rappresentano un tassello fondamentale per raccontare l’evoluzione dei supporti analogici e la loro riscoperta in chiave artistica contemporanea.